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Dermatite seborroica

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La dermatite seborroica è una malattia della pelle non pericolosa, ma molto fastidiosa. Affligge gli uomini a partire dall'età adulta e le donne adulte soprattutto in fase premenopausale, oppure con qualche squilibrio ormonale, anche di poco conto. Nell'uomo è talmente frequente che forme lievi della stessa malattia possono quasi considerarsi normalmente fisiologiche.
Consiste in una prima fase, acuta, in cui il paziente presenta alcune zone fortemente pruriginose, con aspetto di eczema, localizzate al volto, zigomi, mento, fronte e glabella (la zona sopra al naso tra le sopracciglia), al torace, solco inframammario, e al dorso, nella regione infrascapolare. Spesso colpito, a volte come unica sede, il cuoio capelluto e le orecchie, come vedremo con caratteristiche diverse. Altre sedi possono essere colpite, ma queste rimangono quelle classiche.
Queste chiazze arrossate nel volgere di pochi giorni presentano una seconda fase con intensa desquamazione, a volte biancastra, a volte giallastra, e rappresentano spesso un grave impedimento estetico. Il prurito è difficilmente controllabile, e si ripresenta puntuale a poche ore di distanza da una buona detersione della cute. Quando è interessato il cuoio capelluto la componente desquamativa è molto intensa, spesso confondendo il quadro con quello di una semplice forfora ribelle ai comuni shampoo commerciali.

Le cause della malattia vanno ricercate in una predisposizione individuale: alla base di tutto c'è un aumento di produzione del sebo da parte delle ghiandole sebacee, particolarmente rappresentate nella pelle delle zone descritte come facilmente interessate. Così come nell'acne (v.), anche qui è lo stimolo ormonale, da parte degli ormoni maschili, a scatenare la malattia aumentando la produzione di sebo; nell'uomo in seguito a episodi di stress, nella donna anche in seguito a brusche variazioni ormonali, a volte anche semplicemente durante la fase premestruale e mestruale. Sul sebo che fuoriesce così copioso dalle ghiandole, raccogliendosi sulla pelle, "sguazzano", mi si consenta il termine, alcuni funghi, lieviti in verità, che, parenti di quelli delle Pitiriasi Versicolor (v.), causano la vera infiammazione responsabile della malattia. Un meccanismo complesso, come si vede, però, proprio in quanto basato su eventi così comuni, di facile attuazione.

Si tratta di una di quelle malattie la cui cura mira non ad una risoluzione completa, di fatto impossibile in persone predisposte, ma ad una convivenza con la stessa che possa consentire il minor numero possibile di episodi e la minor intensità degli stessi. Solitamente il periodo estivo, vuoi per la benefica azione dei raggi solari, vuoi per la maggior possibilità di vivere rilassati in vacanza, è un periodo in cui si abbandonano le terapie per un miglioramento spontaneo, mentre i cambi di stagione, primavera e autunno, sono i periodi peggiori.

Detto questo possiamo parlare della terapia. Intanto bisogna premettere che esiste una terapia della fase acuta e una terapia di mantenimento. La terapia della fase acuta si basa su topici antimicotici, dei quali si sfrutta sia l'azione antinfiammatoria diretta sia la capacità di bloccare i lieviti che scatenano la reazione (senza che per questo si possa però definire la dermatite seborroica una micosi). Per lo stesso motivo recentemente è stato suggerito l'uso di antimicotici per via orale, gli stessi che si usano nella Pitiriasi Versicolor, nei casi più gravi. Gli stessi casi più gravi possono anche essere trattati mediante topici cortisonici, ma questo trattamento deve essere eccezionale, di brevissima durata e affidato a topici di bassa potenza, come l'idrocortisone, evitando assolutamente i cortisonici più forti, per esempio i florurati, e i tempi prolungati; questo per evitare fenomeni di rimbalzo terapeutico (alla sospensione del cortisone la situazione torna spesso peggiore di prima) e/o di adeguamento della pelle al cortisone, che non consentirebbe nemmeno più l'uso dello stesso in casi gravi o urgenti in quanto diventerebbe inefficace. La terapia cosiddetta di mantenimento prevede l'uso di farmaci, spesso cosmetici, cosiddetti seboregolatori, ovverosia in grado di "educare" le ghiandole sebacee a secernere in maniera normale, evitando gli eccessi. Questo tipo di farmaci sono quindi spesso presenti in prodotti a valenza cosmetica molto forte, perchè per la loro azione devono essere usati a volte anche per molti anni con regolarità. La detersione è altrettanto importante, e anche in questo caso vanno utilizzati prodotti appositi a valenza seboregolatrice.


D.  Si tratta di un'allergia ?
R.: No, anche se spesso può essere confusa con un'allergia. Anche quest'ultima infatti si presenta, come la dermatite seborroica in fase acuta, come un eczema.


D.  L'alimentazione è importante ? Dipende dal fegato ?
R.: No, il regime alimentare non influenza in maniera apprezzabile ne' la quantità ne' la qualità del sebo.

D.  E' una malattia psicosomatica ?
E.: No, è una malattia costituzionale. Si nasce con certe caratteristiche della pelle. Però la malattia si manifesta sotto stress, a causa di alcuni eventi ormonali.

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